Spiegare il dress code: come far sapere agli invitati che cosa indossare

Spiegare il dress code: come far sapere agli invitati che cosa indossare

9 min di lettura

Un dress code funziona solo se un invitato riesce a ricavarne che cosa metterà davvero. Una parola sola non ci riesce mai, perché la stessa formula significa cose diverse a seconda della regione, dell'età e dell'occasione. Quattro indicazioni invece ci riescono quasi sempre: il grado di formalità, il luogo e il terreno, l'orario e il tempo che farà, e le eccezioni che vi riservate.

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Che cosa mettersi è la domanda più frequente prima di un matrimonio, e arriva quasi sempre come messaggio a una singola persona, di solito un testimone o un genitore. Ognuno di quei messaggi è il segnale che nell'invito mancava un'indicazione.

Da capire prima di tutto: le convenzioni sull'abbigliamento non sono universali. Quello che in un posto è formale in un altro è eccessivo, e in alcune regioni e in alcuni paesi l'abito tradizionale è la norma formale. Gli esempi di questo articolo vengono dall'uso italiano. Prendete la struttura e sostituite le formule con quelle che i vostri invitati conoscono davvero.

1. Perché una formula da sola non basta

In Italia la maggior parte delle partecipazioni non dice niente sull'abbigliamento, e gli invitati ricavano il livello da altro: dall'ora, dal luogo e dal tipo di cerimonia. Funziona finché il matrimonio assomiglia a quello che tutti si aspettano. Smette di funzionare non appena qualcosa esce dallo schema, ed è esattamente allora che arrivano i messaggi.

Quando invece qualcosa c'è scritto, quasi sempre è una formula sola: è gradito l'abito scuro. Provate a chiedere a tre persone di generazioni diverse che cosa significa e ottenete tre risposte. Per una parte degli invitati è un'istruzione precisa, per un'altra è un'indicazione vaga di formalità, e nessuna delle due letture è sbagliata. Il tight e lo smoking sono più definiti — il primo è un capo del giorno, il secondo della sera — ma riguardano di regola lo sposo e la famiglia più stretta, non la sala. Il segnale che le invitate leggono davvero è un altro, e non è quasi mai scritto: la lunghezza. Un abito lungo dice cerimonia serale molto formale, e a un matrimonio a pranzo è già troppo. Le formule inglesi che circolano sui blog — black tie, cocktail, smart casual — sono un sistema di un altro paese, e in una sala italiana non calibra quasi nessuno su quelle; black tie optional per giunta restituisce all'invitato esattamente la decisione che era venuto a chiedere a voi.

C'è poi un secondo problema. Un invitato incerto sceglie quasi sempre la prudenza, quindi qualcosa di più sobrio e meno formale. Se desiderate un'immagine festosa e dite solo una formula, ottenete la versione prudente. Chi al contrario vuole festeggiare in modo molto informale e non dice niente, ottiene invitati in abito scuro, troppo vestiti e accaldati per tutta la sera.

La soluzione non è una formula migliore, è una descrizione. Una frase che dice che cosa un invitato può mettersi batte qualunque vocabolo, perché non ha bisogno di traduzione. La formula può restare lì accanto, come scorciatoia per chi la conosce. Verificate il vostro testo con una prova semplice: una persona che non è mai stata a un matrimonio riuscirebbe a decidere davanti al proprio armadio? Se no, manca una delle quattro indicazioni del capitolo seguente.

Ogni messaggio che chiede che cosa mettersi è la ricevuta di un'indicazione che mancava nell'invito.

2. Le quattro indicazioni che servono a ogni invitato

Queste quattro insieme producono una decisione. Separate producono una domanda.

IndicazioneA che cosa rispondeEsempio
Grado di formalitàQuanto vestiti, rispetto alla vita quotidiana degli invitatielegante, come per una cena importante
Luogo e terrenoQuali scarpe funzionanoLa cerimonia è su un prato e i tacchi sottili affondano
Orario e tempoSe serve un secondo stratoRestiamo all'aperto fino a tardi e la sera rinfresca
Le vostre eccezioniChe cosa vi riservate o liberate espressamenteIl bianco lo terremmo per la cerimonia, per il resto colore volentieri

La seconda indicazione è la più utile in pratica ed è quella dimenticata più spesso. Una riga su prato, ciottolato, ghiaia o molte scale vi risparmia invitati scalzi per metà serata, e costa mezza frase. Lo stesso vale per le distanze fra cerimonia e ricevimento, che in Italia sono spesso reali: chiesa in paese e ristorante in collina non sono la stessa scarpa.

La quarta è la più delicata, ed è comunque meglio del silenzio. Se desiderate qualcosa, ditelo con garbo e motivatelo in breve. Un desiderio espresso viene quasi sempre rispettato. Una regola che esiste solo nella vostra testa viene puntualmente violata, e il fastidio ricade poi su un invitato che non ha fatto niente di male.

2. Le quattro indicazioni che servono a ogni invitato — Spiegare il dress code: come far sapere agli invitati che cosa indossare

3. Tre testi da adattare

Breve sulla partecipazione, esteso dove avete spazio. Questi tre coprono i casi più frequenti e sono fatti per essere riscritti.

Formale, al chiuso, di sera: Festeggiamo in modo formale: abito scuro, oppure un abito o una combinazione di lunghezza elegante. La cerimonia è in chiesa e il ricevimento è a pochi passi, quindi non ci sono spostamenti a piedi. Se siete indecisi, meglio un'idea più eleganti che un'idea più informali.

Estivo, all'aperto, dal pomeriggio alla sera: Ci sposiamo in giardino e restiamo fuori anche dopo. Mettete quello con cui state bene al sole: tessuti leggeri, tinte chiare, colore molto gradito. Due avvertenze: il terreno è prato e i tacchi sottili affondano, e dopo il tramonto rinfresca, quindi una giacca o uno scialle sono una buona idea.

Esplicitamente informale: A noi interessa che stiate comodi. Non c'è nessun dress code e i jeans vanno benissimo. Noi due siamo vestiti un po' più eleganti di così, ma non è un'indicazione per voi.

Il terzo caso ha bisogno di più chiarezza degli altri due, non di meno. Chi non scrive nessun dress code ottiene invitati in abito scuro che poi si sentono travestiti. Dite quindi apertamente che cosa va bene, e dite accanto come siete vestiti voi: è l'indicazione su cui gli invitati si orientano davvero.

Sulla partecipazione basta una riga più un rimando, perché lì lo spazio è poco — e nella tradizione italiana la partecipazione è un testo formale in cui una riga di abbigliamento è già molto. Che cosa vada su un invito e che cosa no lo mette in ordine il nostro articolo sull'etichetta degli inviti.

4. Casi particolari da chiarire in anticipo

Sei casi si presentano quasi sempre. Sono innocui se li risolvete prima, e imbarazzanti se un invitato deve risolverli sulla soglia.

  • Bianco e tinte chiare. Se preferite che nessun altro vesta di bianco, scrivetelo. Se non vi interessa, scrivete anche quello: in Italia moltissimi invitati danno la regola per scontata e altrimenti chiedono.
  • Il nero, e le tinte su cui si discute. Per una parte degli invitati, soprattutto meno giovani, il nero resta il colore del lutto e a un matrimonio non si porta; per un'altra è la scelta normale di una sera formale. In alcune zone la stessa discussione riguarda il rosso o il viola. Non serve arbitrare una tradizione: basta una frase che dica come la vedete voi, e il problema sparisce.
  • Uniforme, toga o abito religioso. Se degli invitati li indosseranno, è utile saperlo prima invece di scoprirlo nelle fotografie.
  • Bambini. Basta una frase: comodi e adatti al tempo, devono poter giocare. Toglie un peso notevole ai genitori.
  • Ruoli particolari. Testimoni, genitori o bambini che portano le fedi ricevono le loro indicazioni di persona e prima, soprattutto se qualcosa va comprato o accordato. Ricordate che in Italia i testimoni si vestono da invitati e non in divisa: se volete un'eccezione, va detta.
  • Invitati da altri paesi o da altre culture. Non conoscono le vostre formule. Descrivete loro che cosa succederà e che cosa è consueto, invece di nominare un termine.

L'ultimo punto conta di più non appena qualcuno arriva da lontano. Per quegli invitati anche l'ovvio è una domanda aperta: se in chiesa ci si copra le spalle, se fra cerimonia e ricevimento ci sia un cambio, se si festeggi all'aperto. Due frasi in più risparmiano loro un pomeriggio scomodo.

Pensate anche alle persone che invitate tramite un accompagnatore: chi porta qualcuno gira le indicazioni, e questo funziona solo se sono scritte. Come regolare gli accompagnatori in modo pulito è nel nostro articolo sull'accompagnatore al matrimonio.

4. Casi particolari da chiarire in anticipo — Spiegare il dress code: come far sapere agli invitati che cosa indossare

5. Dove stanno le indicazioni e chi risponde alle domande

La partecipazione è stampata e quindi definitiva. Le domande sull'abbigliamento invece cambiano fino a poco prima della data, di sicuro quando esce la previsione del tempo. Sulla carta va quindi la versione breve, e in un posto modificabile quella lunga.

PostoChe cosa ci sta
PartecipazioneUna riga di dress code più il rimando alla versione completa
Pagina informativa onlineTutte e quattro le indicazioni, i casi particolari e un modo per fare domande
Messaggio nella settimana primaL'avvertenza sul tempo e tutto quello che è cambiato all'ultimo

È esattamente per questo che serve un sito per il matrimonio: si può modificare molto dopo che le partecipazioni sono partite, e risponde alla stessa domanda per tutti in una volta sola. Se gli invitati confermano già lì, la risposta sta accanto al modulo e le domande smettono di arrivare. Come funzionano quelle conferme lo descrive il nostro articolo su RSVP online, e se la pagina non deve essere pubblica si può fare anche con una password o un codice di invito.

Nominate anche una persona che risponde alle domande sull'abbigliamento, e nominatela per nome. Nelle ultime settimane vi toglie più peso di quanto sembri, e fa sì che tutti ricevano la stessa risposta. Senza quella persona diventerà quella più facile da raggiungere, e di solito è uno di voi due.

E nella settimana prima del matrimonio mandate un messaggio breve con l'avvertenza sul tempo. È il momento in cui un'indicazione serve davvero: una frase sulla temperatura serale o sul prato bagnato cambia le scarpe di venti invitati.

Un dress code non è un vocabolo ma una descrizione: quanto formale, che terreno, che tempo, quali eccezioni. Scrivete quelle quattro cose e otterrete invitati vestiti in modo adeguato, risparmiandovi due dozzine di messaggi che chiedono la stessa cosa.

Il passo successivo sensato è un testo breve: scrivete le quattro indicazioni in tre frasi, datele a qualcuno che non partecipa all'organizzazione e chiedetegli che cosa si metterebbe. La sua risposta vi dice se il testo funziona.

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