Come ci si veste a un matrimonio, e cosa non si mette mai?

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Se sull'invito c'è un dress code, seguitelo alla lettera; se non c'è, vestitevi un gradino sopra quello che pensate. Evitate il bianco e tutte le sue sfumature, evitate il viola, e guardate luogo e orario prima dell'abito. La comodità conta più delle foto: ci starete dentro dodici ore, spesso in piedi e spesso al sole.

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In Italia il dress code scritto sull'invito è raro, e quando c'è usa parole che non tutti leggono allo stesso modo. Tight, smoking, abito scuro e cerimonia significano cose precise, e almeno due di queste vengono confuse regolarmente.

Qui sotto ci sono i codici tradotti in capi concreti, la lista corta delle cose da evitare in ogni caso, e i casi scomodi: la chiesa, il prato, l'agosto a trentotto gradi e l'invito che non dice assolutamente niente.

Niente di tutto questo riguarda lo spendere di più. Gran parte del vestirsi bene a un matrimonio consiste nel leggere l'invito con attenzione e nel chiedersi dove si svolge davvero la cerimonia.

1. Cosa vogliono dire davvero i dress code

Prendete le parole alla lettera. Chi scrive un dress code di solito ci ha pensato, e spesso lo detta il luogo più del gusto.

Dress codeUomoDonna
FracFrac, gilet e cravattino bianchiAbito lungo
TightTight, gilet, pantalone rigatoAbito da giorno, spesso con cappellino
SmokingSmoking, papillon neroAbito lungo o midi importante
Abito scuroCompleto blu o grigio scuro, cravattaAbito da cerimonia, anche al ginocchio
CocktailCompleto, cravatta facoltativaAbito al ginocchio o midi
Casual eleganteGiacca e pantalone, niente cravattaAbito o completo morbido, scarpa bassa ammessa

Due trappole. Il tight è un codice diurno e in Italia lo indossa quasi solo lo sposo: presentarsi in tight da invitato a un matrimonio in cui nessuno lo porta è l'unica direzione in cui l'eccesso di formalità si nota davvero. Lo smoking, al contrario, è un codice serale e non sostituisce il tight.

Se l'invito non dice niente, un completo scuro per lui e un abito da cerimonia per lei coprono praticamente ogni matrimonio italiano. E ricordate che da noi la maggior parte dei matrimoni è un pranzo: l'orario di partenza è la mattina, non le otto di sera, e la formalità è quella del giorno.

Nessuno è mai stato criticato per essersi vestito un po' troppo bene a un matrimonio. Il senso opposto si nota sempre.

2. La lista corta delle cose da evitare

È una lista più breve di quanto internet suggerisca, e si riduce quasi tutta a due principi: non fare concorrenza e non distrarre.

  • Bianco, avorio, panna, champagne. La regola più solida che ci sia, e vale anche per una camicia bianca abbinata a una gonna colorata se l'effetto complessivo è chiaro.
  • Il viola. Questa è italiana e sopravvive: il viola porta sfortuna, dicono, ed è un colore che in molte famiglie viene tolto dall'armadio per il giorno. Non ci credete? Non importa: qualcuno al vostro tavolo ci crede, e il costo di evitarlo è zero.
  • Un look integralmente da sposa. Lungo, chiarissimo, molto ricamato, o un copricapo che assomigli a un velo. Anche in blu può leggersi male.
  • Qualsiasi cosa in cui non si possa stare seduti, camminare o ballare. Un matrimonio italiano è una giornata lunghissima, in piedi per le foto e seduti per ore a tavola.
  • Scritte, loghi, abbigliamento da vacanza. Resteranno nella foto di gruppo per i prossimi cinquant'anni.

Sul nero le opinioni in Italia sono ancora divise, e conviene saperlo. A un matrimonio serale o in una sede cittadina un abito nero è del tutto normale; a un pranzo di nozze in un paese, con parenti anziani in chiesa, c'è ancora chi lo legge come colore da lutto. La via d'uscita è semplice: nero con un accessorio colorato, oppure un blu notte, che risolve il problema senza rinunciare a niente.

Il rosso invece è ammesso, nonostante la fama di colore che attira lo sguardo. Se vi mette a disagio l'idea, la domanda utile non è il colore in sé ma quanto è vistoso l'insieme.

2. La lista corta delle cose da evitare — Come ci si veste a un matrimonio, e cosa non si mette mai?

3. Guardate il luogo prima dell'abito

Il luogo comanda più del dress code. Quattro situazioni cambiano parecchio la risposta.

  1. Chiesa. Spalle e ginocchia coperte è la base, e vale anche in agosto. Uno scialle o una giacca leggera nella borsa risolve tutto; alcune parrocchie sono severe, altre no, e non lo scoprite dal sagrato.
  2. All'aperto, sull'erba o sulla ghiaia. Il tacco a spillo affonda e si incastra. Tacco largo, zeppa o scarpa bassa, e un pensiero al vento se il tessuto è leggero.
  3. Villa, masseria, agriturismo. Ci si sposta a piedi fra cerimonia, aperitivo e sala, spesso su percorsi non pavimentati, e la sera cala di parecchi gradi anche a luglio.
  4. Spiaggia o giardino al sud. Tessuti leggeri e scarpe che si possano portare in mano. Il lino si stropiccia: è una caratteristica, non un difetto.

Il caldo merita un capitolo a sé, perché in Italia è il vero nemico. Un matrimonio di luglio o agosto al centro-sud significa cerimonia a mezzogiorno e foto in pieno sole: lana pesante, fodere sintetiche e colori che segnano il sudore sono errori che si fanno una volta sola. Una giacca in lino o fresco lana, una camicia di cotone e un secondo paio di scarpe in macchina valgono più di qualsiasi consiglio di stile.

Se gli sposi hanno pubblicato il programma della giornata, usatelo. Una cerimonia alle undici seguita da foto in giardino e pranzo alle due è un problema di abbigliamento completamente diverso da una cerimonia alle diciassette al chiuso, e gli orari di solito stanno sul sito del matrimonio insieme all'indirizzo.

4. Cappelli, tight e le abitudini italiane

Alcune convenzioni sono nostre e vale la pena nominarle, perché non coincidono con quelle che si vedono nei film inglesi o americani.

Il cappello. In Italia il cappellino da cerimonia è molto meno diffuso che in Gran Bretagna e si vede quasi solo alle nozze molto formali o nelle famiglie che hanno quell'abitudine. Non metterlo non è mai un errore. Se lo mettete, la regola classica è che si toglie la sera.

Il tight. È l'abito dello sposo, non dell'invitato, e si noleggia. Un invitato in tight a un matrimonio in cui lo sposo porta un completo scuro sta, di fatto, vestendosi da sposo.

Il livello medio. Gli invitati italiani si vestono in media più formalmente dei colleghi britannici o americani a parità di sede. Un matrimonio in campagna qui non significa jeans e camicia: significa quasi sempre giacca.

Gli occhiali da sole. Comodissimi e presenti in ogni foto di gruppo di ogni matrimonio estivo. Toglieteli almeno per la cerimonia e per il ritratto collettivo.

Il coordinato di coppia. Coordinarsi leggermente funziona, vestirsi uguali no: due persone identiche in fotografia sembrano un costume, un colore in comune sembra una scelta.

4. Cappelli, tight e le abitudini italiane — Come ci si veste a un matrimonio, e cosa non si mette mai?

5. I controlli che nessuno fa finché non è tardi

Quasi tutti i disastri di abbigliamento a un matrimonio sono logistici, non estetici. Fate questa rassegna una volta, due settimane prima.

  • Indossate l'insieme completo a casa, scarpe comprese, per un'ora. Quattro settimane cambiano una vestibilità, e le scarpe nuove si rivelano alla terza ora di matrimonio, non alla prima.
  • Sedetevi. Poi alzatevi. Poi guardatevi alla luce del giorno e da dietro, allo specchio.
  • Confrontate il tessuto con le previsioni. Lino scuro sotto il sole e lana in una sala senza aria condizionata sono errori che si fanno una volta.
  • Mettete in conto una macchia. Un abito chiaro e un bicchiere di rosso condividono la stessa stanza per otto ore.
  • Portate una scarpa bassa se andate con il tacco. Ogni matrimonio finisce con qualcuno scalzo in pista, ed è più comodo averlo scelto.

Se andate in coppia o in famiglia, coordinatevi con leggerezza. E se dovete comprare qualcosa, ricordate che l'abito da cerimonia si rimette: quello che si rimette è quasi sempre la scelta migliore anche in fotografia.

Ultima cosa: arrivate già vestiti come si deve, invece di cambiarvi dopo. La cerimonia è la parte più fotografata della giornata ed è la prima ora.

Leggete il dress code alla lettera, guardate luogo e orario, state lontani dai toni chiari e dal viola, e scegliete scarpe in cui si possa stare in piedi. Questo copre quasi ogni matrimonio a cui sarete invitati. Se l'invito non vi dà niente su cui lavorare, un messaggio a chi vi ha invitati chiude la questione in una riga ed è molto meno imbarazzante che tirare a indovinare.

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