Servizio fotografico prematrimoniale: la prova generale del matrimonio

Servizio fotografico prematrimoniale: la prova generale del matrimonio

11 min di lettura

Un prematrimoniale è soprattutto un allenamento. Voi scoprite come funzionate davanti a un obiettivo e il fotografo scopre chi siete: due cose che si pagano da sole il giorno delle nozze, quando le foto di coppia hanno una finestra stretta e nessun secondo tentativo. Luogo, abiti e stagione vengono dopo, insieme alla domanda su che cosa vi serviranno le immagini.

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Le foto di un servizio così continuano a lavorare molto dopo che il servizio è finito: sul save the date, sul sito del matrimonio, sulle partecipazioni e sui ringraziamenti, e dentro una cornice a casa dei vostri. È la parte visibile, ed è il motivo per cui quasi tutte le coppie ci pensano.

La parte invisibile vale di più. Una coppia che si è già fatta fotografare per un'ora il giorno del matrimonio non ha bisogno di rincorsa, e il fotografo non deve indovinare che cosa funziona con voi. Qui trovate tutte e due le metà: che cosa vi dà quell'appuntamento e come impostarlo perché ve lo dia davvero.

Che cosa vi lascia davvero quell'ora

Farsi fotografare è un'abilità, e quasi nessuno ce l'ha. Il giorno del matrimonio avete una finestra stretta fra la cerimonia e il pranzo, con gli invitati che aspettano e la sensazione precisa che siano quelle le foto destinate a restare. È il momento peggiore possibile per capire per la prima volta dove mettere le mani.

Il prematrimoniale toglie quel lavoro dalla giornata, senza pubblico e senza orologio. Dopo i primi minuti succede quasi sempre la stessa cosa: le spalle scendono, le risate diventano vere e la macchina fotografica smette di essere un oggetto a cui reagire. Quel riscaldamento è la parte più cara delle foto di coppia del giorno delle nozze — chi l'ha già fatto una volta comincia la seconda sessione da dove aveva finito la prima.

Dell'altra metà si parla di meno: il fotografo impara voi. Chi guida e chi aspetta. Chi si irrigidisce alla parola rilassati e chi invece ha bisogno di un compito per sembrare naturale. Da che lato vi mettete quando non ve lo dice nessuno. Se gli occhiali riflettono, quanta differenza di altezza c'è, che cosa vi fa ridere davvero e che cosa è solo cortesia. Niente di tutto questo sta in una mail di richiesta preventivo, e messo insieme decide se il giorno delle nozze qualcuno fotografa voi oppure fotografa una coppia.

C'è un terzo effetto, poco romantico e difficile da sostituire: scoprite come si sta a lavorare con questa persona mentre cambiare idea è ancora possibile. Se il tono è sbagliato, è una serata storta qualche mese prima del matrimonio invece di una giornata storta nel mezzo.

Il giorno delle nozze deve venire bene al primo colpo. Il prematrimoniale è il posto in cui si può imparare con calma.

Come si svolge, e le tre righe da fissare prima

Il servizio comincia prima del servizio. La conversazione preliminare copre due cose: dove si scatta e a che cosa vi servono le immagini. La seconda sembra un dettaglio e non lo è — una foto che dovrà portare due nomi e una data ha bisogno di una zona vuota dentro l'inquadratura, e quella o si crea mentre si scatta o non c'è.

Sul posto un'ora è la durata normale, spesso con un cambio breve di ambientazione. L'inizio è uguale per tutti, cioè imbarazzante. I fotografi esperti se lo aspettano e partono dalla cosa più facile: camminare, parlare, stare fermi. Si posa pochissimo. Quello che ricevete sono indicazioni che innescano un'azione invece di una posizione — percorrete il viale e parlate di qualsiasi cosa, fermatevi e guardatevi, raccontatevi com'è andata la proposta dal vostro punto di vista. Quello che viene fotografato è la reazione, non l'indicazione.

Poi c'è la parte lunga. Selezione e postproduzione restano al fotografo, e voi ricevete una scelta, non tutto. Più file non è un risultato migliore, è solo più lavoro di cernita per voi.

Tre punti vanno chiariti prima di firmare, perché sorprendentemente di rado stanno da soli nel preventivo:

  • Quante immagini e a che risoluzione. Quante foto ritoccate ricevete e se arrivano a piena risoluzione. Nel momento in cui qualcosa va in stampa, è quella la riga che conta.
  • Che cosa potete farne. In Italia l'articolo 98 della legge sul diritto d'autore dice che, salvo patto contrario, il ritratto fotografico eseguito su commissione può essere pubblicato e riprodotto dalla persona ritratta senza il consenso del fotografo, fermo restando un equo corrispettivo a chi lo ha scattato se la riproduzione viene usata commercialmente, e l'indicazione del suo nome se compare sull'originale. Le tre parole che decidono tutto sono salvo patto contrario: il contratto può ribaltare la regola, quindi la riga da leggere è quella e non la legge.
  • La data di riserva per il maltempo. Chi decide, entro quando, e dove sta la data sostitutiva. Senza quell'accordo, una pioggia ferma vi lascia scegliere fra un servizio bagnato e un acconto perso.

Una domanda accorcia tutta la conversazione: che cosa vi serve da noi perché funzioni? Le risposte tornano più concrete di quanto vi aspettiate e vi risparmiano un giro di mail.

Sui costi conviene guardare cifre italiane invece di un numero qualsiasi. Un servizio di coppia a sé stante sta di norma fra i 150 e i 400 euro a seconda di quante immagini ritoccate vengono consegnate, e intorno ai 300 euro si trovano i prematrimoniali con qualche decina di scatti in alta risoluzione. Per confronto, il reportage di nozze di un professionista sta più spesso fra i 1.000 e i 2.500 euro, e i pacchetti completi che comprendono anche prematrimoniale e video girano intorno ai 1.900. Prima di confrontare qualunque cosa, però, guardate che cosa avete già preso: in Italia il prematrimoniale è molto spesso dentro il pacchetto, e un servizio incluso è una decisione completamente diversa da uno separato.

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Il luogo conta più dello sfondo

Due criteri reggono la scelta, e la bellezza non è nessuno dei due. Primo, lì dovete riuscire a dimenticarvi di voi stessi: una coppia che si sente guardata viene esattamente così in ogni fotogramma. Secondo, il posto dovrebbe volere dire qualcosa per voi. Il cortile in cui vi siete conosciuti, il quartiere in cui abitate, la passeggiata che fate tutte le domeniche — sono posti che forniscono la conversazione di cui un servizio vive.

Quanta gente c'è decide più affidabilmente di quanto il posto sia bello. Un lago famoso una domenica pomeriggio d'agosto appartiene a tutti tranne che a voi; lo stesso lago un martedì sera è vostro. Dove potete scegliere, prendete il posto banale in un'ora tranquilla invece di quello spettacolare in un'ora affollata.

Alcuni luoghi vogliono un permesso, e in Italia le regole cambiano a seconda di chi possiede il bene. A Roma le riprese fotografiche che occupano suolo pubblico vanno autorizzate dal Dipartimento Attività Culturali, e il treppiede vale come un metro quadro di suolo occupato; per le aree archeologiche in gestione alla Sovrintendenza Capitolina la richiesta va presentata almeno trenta giorni prima, e le tariffe sono fissate ogni anno. Per ville, giardini e monumenti in consegna al Ministero è la Soprintendenza competente a rilasciare la concessione, di norma su richiesta presentata con almeno quindici giorni di anticipo: per l'uso personale senza scopo di lucro non è previsto canone, restano le spese, e dove lo scopo di lucro c'è il canone pure. Ville private, giardini botanici e tenute fissano condizioni proprie, e quasi tutti fanno pagare.

Mettetevi d'accordo su chi chiede. Molti fotografi conoscono le regole della zona in cui lavorano, ma nessuno si sente automaticamente responsabile della domanda, ed è molto più facile farla nella prima settimana che nell'ultima.

Sulla stagione una regola pratica va contro l'istinto: la piena estate è il periodo più difficile dell'anno. Luce dura, caldo, posti pieni — e ad agosto mezza Italia è esattamente dove volete andare voi. Primavera e autunno sono più facili, l'inverno è bello e corto. In ogni stagione la finestra utile sta nello stesso punto, l'ultima ora prima del tramonto, quindi costruite l'appuntamento intorno a quell'ora e non intorno alla vostra agenda. A Roma quell'ora a fine dicembre è già finita prima delle cinque del pomeriggio, e a fine giugno non comincia prima delle otto di sera: una differenza pratica più grande di quanto quasi tutte le coppie si aspettino, e che decide in silenzio quali sere della settimana siano disponibili.

Un punto pratico di solito viene fuori solo sul posto: il luogo deve essere raggiungibile con quello che avete addosso. Un quarto d'ora di sterrato bagnato cambia il modo in cui arrivate — e le prime foto, inevitabilmente, si scattano all'inizio.

Abiti: coordinati, non uguali

Gli abiti decidono delle foto più di qualunque posa, e c'è un motivo tecnico: il colore rimbalza. Una maglia rosso acceso o fluo appoggia il proprio tono sulla pelle e sul viso — anche su quello dell'altro, appena vi mettete vicini. Il nero fa il contrario e mangia la trama del tessuto, che nella luce morbida della sera diventa in fretta un blocco duro.

Quello che funziona è coordinarsi senza abbinarsi. Due capi della stessa famiglia di colore, diversi per tono e materiale, fanno una foto tranquilla. Un completo identico fa un costume. Scritte, loghi grandi e fantasie forti falliscono per una ragione semplice: alla dimensione di un cartoncino non ne sopravvive altro che una macchia, e fra due anni datano la foto con più precisione di qualsiasi data.

Mettete cose che avete già messo. Una camicia nuova cade in modo diverso la prima volta, le scarpe nuove cambiano il passo, e si vedono tutte e due le cose. Un secondo cambio ha senso solo se sul posto c'è dove cambiarsi — altrimenti costa esattamente il tempo in cui vi eravate appena sciolti.

Due dettagli vengono dimenticati con regolarità impressionante. Se nella foto ci sarà l'anello, allora nella foto ci sono le mani, con tutto quello che comporta. E chi porta gli occhiali lo dica prima: i riflessi si evitano mentre si scatta, dopo solo a fatica.

L'abito da sposa in questo appuntamento non ci sta, e qui la tradizione italiana dice il contrario: per decenni il prematrimoniale si è fatto anche in abito, soprattutto al Sud, proprio perché il giorno delle nozze il tempo non basta. Oggi l'engagement si fa in abiti civili, ed è meglio così per una ragione che non ha niente a che vedere con la scaramanzia dello sposo che non deve vedere l'abito prima. Fotografarsi in abito adesso anticipa le immagini che avrete comunque fra qualche mese: non produce fotografie proprie, produce una versione preliminare di quelle del matrimonio — cioè esattamente la cosa a cui l'appuntamento doveva servire da preparazione.

Abiti: coordinati, non uguali — Servizio fotografico prematrimoniale: la prova generale del matrimonio

A che cosa vi servono davvero le foto

Finito il servizio, le immagini hanno tre destinazioni fisse, e ognuna chiede all'inquadratura una cosa diversa.

  • Il save the date. Porta poche informazioni e molto spazio libero, quindi una sola foto regge tutto il cartoncino. È anche la stampa che finisce sul frigorifero degli altri.
  • La partecipazione. Si legge, non si guarda. Una foto sta meglio sul retro o all'interno che accanto ai dati che devono essere esatti.
  • Il sito del matrimonio. Chiede l'inquadratura più larga delle tre, perché l'intestazione di una pagina corre in orizzontale mentre un soggetto da cartoncino sta in piedi. Ditelo prima e le due cose escono dallo stesso servizio.

Ne esce un ordine a cui quasi tutte le coppie arrivano troppo tardi. La data non si fissa per stato d'animo, ma a ritroso dalla prima tiratura: prima partono i save the date, prima ancora impaginazione e stampa, prima ancora la vostra selezione, prima ancora i tempi di postproduzione del fotografo, prima ancora il servizio. Il galateo italiano manda i save the date sei-otto mesi prima delle nozze — intorno all'anno per un matrimonio lontano — e le partecipazioni circa tre mesi prima, spesso consegnate a mano ai parenti più stretti. Percorrete la catena all'indietro una volta sola e finite con regolarità su una data più vicina di quanto pensavate, e su una stagione che non avreste scelto.

Dite anche di quali formati avete bisogno. Una foto con una zona tranquilla in alto a sinistra è un'inquadratura diversa dallo stesso soggetto che riempie il fotogramma, e quella zona si crea in composizione, non dopo. Tenete le immagini finite nello stesso posto in cui sta un sito web per il matrimonio e le avete sottomano quando si impaginano i cartoncini.

L'effetto collaterale è quello che quasi nessuno pianifica ed è quello che si vede più a lungo: un unico servizio dà a tutto quello che viene dopo la stessa calligrafia. Save the date, sito, partecipazione e più avanti i ringraziamenti sembrano appartenersi, senza che nessuno abbia avuto bisogno di un progetto grafico.

Un prematrimoniale si ripaga due volte: in fotografie che vi servono comunque e nel riscaldamento che così non dovete fare il giorno del matrimonio. Contate a ritroso dalla data in cui partono i primi cartoncini — quell'unico appuntamento fissa con sé stagione, luogo e abiti. E prima di prenotare qualcosa a parte, guardate il pacchetto che avete già: molto spesso il servizio è dentro.

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