Tabella dei contenuti
Per sposarvi in chiesa non decide lo Stato, decide la parrocchia — con una differenza importante rispetto ad altri Paesi: in Italia il rito cattolico produce anche effetti civili, purché il matrimonio venga trascritto. I requisiti si riducono a quattro: il battesimo, un percorso di preparazione, i documenti che provano che siete liberi di sposarvi, e un anticipo che si misura in mesi.
Due domande decidono se quella chiesa può sposarvi: se la parrocchia dirà di sì, e quanto dura il suo percorso. Questo articolo copre entrambe, poi aggiunge quello che serve nel caso più frequente, il matrimonio concordatario, e quello che cambia se uno dei due non è cattolico o non è battezzato.
Notate che cosa manca. Nessuna legge dello Stato dice chi può sposarsi in chiesa: sono regole della Chiesa, e una parrocchia che dice di no non vi impedisce affatto di sposarvi. Quello che accade in chiesa produce però effetti civili solo se la pratica con il Comune è stata fatta, ed è lì che i due mondi si toccano davvero.
1. Se quella parrocchia vi sposerà
Di regola il matrimonio si celebra nella parrocchia in cui uno dei due risiede. Non è un divieto: sposarsi altrove si può, ma serve il consenso del parroco che vi segue e la trasmissione del fascicolo alla parrocchia che celebra. È il motivo per cui una chiesa scelta per come sta in fotografia richiede due conversazioni invece di una, e la seconda non sempre finisce bene.
Quattro domande decidono quasi tutti i casi, e conviene farle tutte e quattro nel primo colloquio:
- Dobbiamo appartenere a questa parrocchia? Molte accettano chi risiede nel territorio o chi lo frequenta; per una chiesa fuori dalla vostra zona serve comunque il passaggio con il parroco di residenza.
- Siamo battezzati e cresimati? Il battesimo di almeno uno dei due è il presupposto; la cresima viene chiesta quasi ovunque e, se manca, molte diocesi propongono un percorso breve prima della data.
- Uno di noi è già stato sposato? È l'ostacolo più frequente e il più frainteso. Un divorzio civile non basta: se il matrimonio precedente era religioso, serve una dichiarazione di nullità del tribunale ecclesiastico. Se invece era solo civile, la situazione si valuta caso per caso in parrocchia.
- Può celebrare un sacerdote scelto da noi? Quasi sempre sì, con la delega del parroco del luogo, che resta il responsabile della pratica. Chiedetelo prima di invitare qualcuno da lontano.
Sotto tutto questo c'è un punto giuridico che vale la pena spiegare una volta sola. Perché il rito valga anche per lo Stato, dovete aver fatto le pubblicazioni al Comune e consegnare al parroco il certificato di eseguite pubblicazioni. Durante la celebrazione il sacerdote legge gli articoli del codice civile sui diritti e i doveri dei coniugi, redige l'atto in doppio originale e lo trasmette al Comune, che lo trascrive nei registri dello stato civile. Senza quel passaggio la celebrazione resta pienamente valida per la Chiesa e semplicemente non esiste per lo Stato.
Niente di tutto questo è legge dello Stato. Sono regole della Chiesa, e l'unico posto in cui stanno scritte per davvero è l'ufficio parrocchiale.
2. Preparazione, tempi e che cosa chiede ogni rito
In Italia l'avviso pubblico esiste due volte: le pubblicazioni civili all'albo del Comune, che sono quelle che danno effetti civili al rito, e quelle della parrocchia, che riguardano soltanto la Chiesa. Quello che ogni confessione ha in più è il proprio percorso di preparazione, ed è quello a stabilire i vostri tempi reali.
| Rito | Che cosa chiede di solito | Anticipo abituale |
|---|---|---|
| Cattolico con effetti civili (concordatario) | Certificato di battesimo recente e con le annotazioni, cresima, corso di preparazione al matrimonio, esame dei fidanzati con il parroco, certificato delle pubblicazioni civili | Un anno è la richiesta più comune, perché il corso occupa da solo alcuni mesi |
| Cattolico con effetti solo religiosi | Gli stessi documenti tranne le pubblicazioni civili: l'atto non viene trasmesso al Comune e per lo Stato restate non sposati | Lo stesso, ma va detto al parroco fin dal primo incontro |
| Ortodosso, valdese, metodista, luterano, battista, avventista | Colloquio con il ministro di culto e i documenti della singola comunità; per le confessioni che hanno un'intesa con lo Stato il rito viene trascritto come quello cattolico | Da tre a sei mesi, ma lo decide la comunità |
| Ebraico | I requisiti del rabbino e della comunità e la ketubah; anche qui il rito ha effetti civili grazie all'intesa | Fissato dalla comunità, non da un ente centrale |
| Confessione senza intesa con lo Stato | Solo regole interne alla comunità: il rito non produce alcun effetto civile | Serve comunque, prima o dopo, il rito civile in Comune |
Il corso di preparazione è la voce che le coppie sottovalutano. Non è quasi mai una formalità: nella maggior parte delle diocesi dura settimane, prevede incontri serali con altre coppie, e diverse parrocchie non fissano la data finché il percorso non è cominciato. Chiedete subito quando parte il ciclo successivo, perché in molte parrocchie ne partono uno o due all'anno e non uno al mese: è quel calendario, non il vostro, a decidere in quale stagione potrete sposarvi.
Quello che niente di tutto questo sostituisce è la pratica in Comune. La parrocchia non fa le pubblicazioni al posto vostro e senza quel certificato il parroco non può dare effetti civili al rito. È l'unico punto della lista in cui un ritardo non si recupera con la buona volontà di nessuno.
3. Che cosa chiede la Chiesa cattolica
Il matrimonio concordatario segue il diritto canonico e le regole della diocesi, non la geografia dello Stato, e la sua pratica è la più corposa di tutte.
- Il certificato di battesimo con le annotazioni, rilasciato dalla parrocchia in cui siete stati battezzati e di data recente, perché deve mostrare anche la cresima e ogni annotazione successiva
- Il corso di preparazione al matrimonio, organizzato dalla parrocchia o dalla diocesi, che di norma comincia parecchi mesi prima della data e talvolta comprende un fine settimana di ritiro
- L'esame dei fidanzati, il colloquio verbalizzato con il parroco o il diacono in cui dichiarate di essere liberi di sposarvi e di volerlo fare senza condizioni, di solito accompagnato dalla testimonianza di due persone che vi conoscono
- Il certificato di eseguite pubblicazioni rilasciato dal Comune, che è l'unico pezzo capace di rendere il rito valido anche per lo Stato
Se uno dei due non è cattolico serve una licenza per il matrimonio misto; se non è battezzato affatto serve una dispensa perché il matrimonio sia valido per il diritto canonico. Entrambe passano dalla curia e vanno chieste con anticipo, non la settimana prima. Se uno dei due è già stato sposato con rito religioso, il divorzio civile non basta: serve una dichiarazione di nullità del tribunale ecclesiastico, e quel procedimento ha tempi propri che nessun calendario di nozze può accelerare. Le coppie che si sposano fra confessioni cristiane diverse trovano il quadro completo nella nostra guida al matrimonio ecumenico.
Ogni diocesi ha regole proprie su quanto anticipo pretende e su che cosa accetta. Al primo incontro chiedete che vi indichino per iscritto il percorso della diocesi, perché è quel documento a dire se la data che avete in testa è possibile o no, e nessuno ve lo dirà spontaneamente.
Articoli correlati
4. Le offerte e come vengono stabilite
Non esiste un tariffario nazionale per il matrimonio in chiesa. Ogni parrocchia stabilisce la propria offerta e la stessa diocesi può avere prassi diverse fra due paesi vicini, quindi l'unica fonte affidabile è l'ufficio parrocchiale della chiesa che avete in mente.
Quello che vi arriva, di solito, non è un numero solo ma quattro o cinque.
| Voce | Chi la stabilisce | Note |
|---|---|---|
| Offerta per la parrocchia | La parrocchia | Spesso ridotta o non richiesta a chi la frequenta; è la voce principale per chi arriva da fuori |
| Offerta al celebrante | La consuetudine, a volte la prassi della parrocchia | Descritta come dono e non come prezzo, il che nei fatti non la rende facoltativa |
| Organista e cantori | I musicisti, tramite la parrocchia | Molte chiese vogliono il proprio organista anche se portate altri musicisti |
| Sacrestano, apertura e pulizie | La parrocchia | Copre apertura, allestimento e riordino; si conteggia a evento |
| Fiori e addobbo | Voi, entro i limiti che la chiesa pone | Alcune chiese impongono il proprio fiorista o vietano certi allestimenti |
| Corso di preparazione | La parrocchia o la diocesi | A volte un contributo per i materiali, a volte niente |
Si va da un'offerta simbolica in una parrocchia di paese dove vi conoscono a cifre di tutt'altro peso in una basilica di città dove non vi conosce nessuno. Chiedete il foglio delle indicazioni per i matrimoni chiamandolo con questo nome, perché è lì che compaiono le regole che costano davvero: se l'organista dev'essere quello della chiesa, da dove e quando si può fotografare, se sono ammesse candele, petali o riso, e a che ora la navata dev'essere libera per la celebrazione successiva.
Le scelte musicali incidono direttamente sulla cifra, e quasi tutte le chiese limitano anche che cosa si può eseguire durante il rito, motivo per cui conviene leggere della musica per la cerimonia prima di innamorarvi di un brano che poi vi verrà negato.
5. Con quanto anticipo partire
Il vincolo non è quasi mai la carta. È il calendario di una chiesa richiesta in un sabato di giugno, e il corso di preparazione che deve finire prima.
- Da 12 a 9 mesi prima: parlate con l'ufficio parrocchiale, chiedete se vi sposeranno e bloccate la data.
- Da 9 a 6 mesi prima: iscrivetevi al corso di preparazione, chiedete alla parrocchia di battesimo il certificato aggiornato e, se serve una licenza o una dispensa, avviatela subito.
- Da 6 a 4 mesi prima: incontri del corso, scelta delle letture e della musica, lettura integrale delle indicazioni della chiesa.
- 3 mesi prima: fate l'esame dei fidanzati e presentate la richiesta di pubblicazioni al vostro Comune.
- Dentro la finestra di validità delle pubblicazioni: consegnate al parroco il certificato di eseguite pubblicazioni, che è ciò che rende il rito trascrivibile.
- 2 settimane prima: confermate l'ora della prova, i musicisti e chi porta i documenti in sacrestia il giorno stesso.
Il rito passo per passo è nella nostra guida allo svolgimento del matrimonio in chiesa. Se state raccogliendo conferme da un parroco, un organista e un fiorista, una pagina privata del vostro sito web per il matrimonio è un posto più affidabile di una catena di e-mail lunga tre mesi.
Due questioni di calendario colgono di sorpresa. Le chiese celebrano di rado la domenica, perché l'edificio è occupato dalle messe, e gli orari del sabato sono spesso incastrati fra due celebrazioni: l'ora che vi propongono non è quella che preferite ma quella che resta. E il calendario liturgico conta davvero: in Quaresima e in Avvento molte parrocchie sconsigliano il matrimonio o lo celebrano in forma sobria, e nel Triduo pasquale non si celebra affatto. Se la vostra data è fissata per altri motivi, mettetela sul tavolo al primo colloquio e non al quarto.
I requisiti diventano chiari appena li separate: la parrocchia decide se vi sposerà, il corso di preparazione decide quanto tempo ci vuole, e le indicazioni scritte della chiesa decidono quasi tutta la spesa. Il rito concordatario aggiunge il diritto canonico, le eventuali dispense e quel pezzo civile senza il quale la celebrazione non produce effetti per lo Stato.
Telefonate all'ufficio parrocchiale della chiesa che avete in mente e fate due domande nella stessa conversazione: se la data è libera, e se sposeranno una coppia nella vostra situazione.
Stai organizzando il matrimonio dei tuoi sogni?
Crea il tuo sito di nozze in pochi minuti — con RSVP, galleria foto e altro.