Creare sito matrimonio: quali funzioni servono davvero?

Creare sito matrimonio: quali funzioni servono davvero?

8 min di lettura

Quasi tutti gli elenchi di funzioni sono elenchi di cose che si possono fare. Quello che serve a voi è l'elenco delle cose che qualcuno userà davvero: sei pagine che gli invitati aprono, un elenco di nomi che non si sdoppia e tre livelli di visibilità decisi prima. Il resto è arredamento, e l'arredamento va mantenuto.

Stai organizzando il matrimonio dei tuoi sogni?

Crea il tuo sito di nozze in pochi minuti — con RSVP, galleria foto e altro.

Crea il sito di nozze

Il modo più rapido per sbagliare è scegliere confrontando i cataloghi. Tutti elencano conto alla rovescia, mappa, galleria, libro degli ospiti, musica di sottofondo. Nessuno dice quale di quelle voci un invitato di settant'anni riuscirà a usare dal telefono, in piedi in cucina, con la partecipazione in mano.

Questa guida guarda le funzioni dal lato di chi le apre: prima le sei pagine che vengono aperte davvero, poi la funzione che tiene insieme tutte le altre, poi quello che si può togliere senza perdere niente. Come si arriva a quelle pagine — su carta, con un codice da inquadrare, per messaggio — è una domanda diversa e ha un articolo tutto suo.

Con Getting Married ogni informazione esiste una volta sola e viene letta da tutte le pagine che la usano. È questo, molto più della lunghezza dell'elenco, a decidere quanto lavoro resta a voi.

1. Le sei pagine che gli invitati aprono davvero

Guardando che cosa viene cercato, l'elenco si accorcia in fretta. Sei pagine coprono quasi tutte le domande che altrimenti vi arriverebbero per messaggio, e conviene costruirle in quest'ordine, perché è l'ordine in cui vengono aperte.

Quando e dove risponde a data, ora della cerimonia e indirizzi scritti per esteso, e viene aperta subito e poi di nuovo la mattina stessa. Come si arriva raccoglie parcheggio, navetta, treno e alberghi convenzionati, e serve nelle due settimane precedenti. Conferma è il modulo: vengo, in quanti, che cosa mangio. Programma dice a che ora si mangia, quando si balla e quando finisce, e viene letta la sera prima. Regali chiarisce se c'è una lista, un conto o niente. Foto è l'unica che continua a essere aperta per mesi dopo la festa, e per questo decide da sola quanto a lungo il sito avrà ancora un senso.

Notate che cosa non c'è: la storia di come vi siete conosciuti, il conto alla rovescia, il libro degli ospiti. Sono contenuti simpatici e nessuno li cerca. Se li volete, metteteli pure, ma dopo, e non lasciate che occupino la prima schermata al posto dell'indirizzo.

Le due pagine più sottovalutate sono la seconda e la sesta. «Come si arriva» vi risparmia una ventina di telefonate nelle ultime quarantotto ore, ed è l'unica che va scritta pensando a chi non conosce la zona. «Foto» è quella che nessuno prepara e che tutti useranno.

Una funzione vale quanto il numero di invitati che la usano senza chiedervi come si fa.

2. La funzione che decide tutte le altre: un nome, un posto

C'è una funzione che non compare quasi mai negli elenchi, perché non è una schermata: il fatto che il nome di un invitato esista in un posto solo. Da quel nome dipendono la conferma, la scelta del menu, il tavolo, il numero di coperti che date al ristorante e l'indirizzo per i ringraziamenti. Se lo stesso nome vive in due posti, prima o poi i due posti si contraddicono, e ve ne accorgete nella settimana in cui avete meno tempo per stabilire quale dei due abbia ragione.

Il modo di verificarlo è banale e non lo fa quasi nessuno: inserite una conferma, poi modificatela. Cambiate la scelta del menu e togliete l'accompagnatore. Guardate se l'elenco, il conteggio e l'eventuale tableau si aggiornano tutti e tre. Se uno dei tre resta indietro, quella non è una funzione integrata: è una copia che qualcuno dovrà allineare a mano.

Le quattro condizioni da verificare sono sempre le stesse. Una risposta modificata sovrascrive la precedente e non aggiunge una seconda riga. Una conferma arrivata per telefono si inserisce nello stesso elenco, senza un foglio a parte. Il conteggio distingue adulti, bambini e chi si ferma solo alla cerimonia. E l'esportazione contiene le stesse colonne che vedete a schermo, non un sottoinsieme scelto da altri.

3. Quello che potete togliere senza perdere niente

Ogni funzione in più è qualcosa che qualcuno deve aggiornare, sorvegliare o spiegare. Quattro sono quasi sempre un costo netto. Il conto alla rovescia non risponde a nessuna domanda e invecchia male: il giorno dopo continua a contare, all'indietro. La musica che parte da sola fa chiudere la pagina a metà degli invitati, che la aprono in ufficio o in treno. Il libro degli ospiti pubblico raccoglie tre messaggi nella prima settimana e poi va sorvegliato per tutti i mesi restanti. La mappa incorporata pesa, chiama un servizio esterno e fa meno di un indirizzo scritto per esteso, che si copia e si incolla nel navigatore.

Due invece valgono il posto che occupano, e sono le meno ovvie. La prima è una versione in una seconda lingua, se avete parenti che non leggono l'italiano: bastano le sei pagine dell'elenco qui sopra, non tutto il sito. La seconda è un campo libero nel modulo di conferma. È lì che finiscono le cose che non avete previsto — «arrivo il venerdì», «porto mia madre», «sono senza macchina» — ed è l'unico modo per saperle prima invece che il giorno stesso.

La regola pratica è una sola: se una funzione non cambia una decisione vostra o una decisione di un invitato, non è una funzione. È una decorazione, e le decorazioni sulla pagina costano più di quelle in sala, perché quelle in sala nessuno le aggiorna.

4. Ogni funzione che accendete apre una raccolta di dati

C'è un modo di leggere l'elenco delle funzioni che nessun catalogo suggerisce: ogni voce che attivate comincia a raccogliere qualcosa su qualcuno. Il modulo di conferma raccoglie nomi e recapiti; il campo del menu raccoglie abitudini alimentari; la galleria raccoglie volti; perfino il libro degli ospiti raccoglie testi firmati con un nome. Accendere una funzione e non usarla non è neutro: è una raccolta aperta di cui nessuno si occupa.

Da qui discende la sola regola di riservatezza che serve in fase di scelta: attivate soltanto quello che userete, e per ciò che attivate stabilite subito su quale dei tre livelli vive. Il livello pubblico contiene i vostri nomi e la data, e nient'altro. Il livello riservato agli invitati contiene indirizzi, orari, programma e modulo di conferma. Il terzo livello — risposte, menu, intolleranze, recapiti, esportazioni — è solo vostro, e resta tale finché non decidete diversamente voi.

Il livello di mezzo è quello che si sbaglia. Una pagina raggiungibile da chiunque ne conosca l'indirizzo non è riservata: basta che un invitato la giri in un gruppo, e l'indirizzo di casa vostra e l'ora esatta in cui quella casa sarà vuota diventano leggibili da persone che non avete invitato. Il rimedio non è un indirizzo lungo e difficile da indovinare, è un accesso che si può revocare.

E il terzo livello ha una conseguenza che si vede solo alla fine, nelle esportazioni. Il file che mandate al ristorante non deve avere le stesse colonne di quello che tenete voi: coperti, menu scelti e indicazioni per la cucina sì, numeri di telefono e indirizzi di casa no, perché al ristorante non servono e da lì in poi non sapete più dove finiscono.

5. La prova che vale più di qualunque elenco

Prima di decidere, fate percorrere a qualcun altro la strada dell'invitato. Servono venti minuti, un telefono che non sia il vostro e una persona che non vi abbia visto configurare niente. Un genitore è perfetto, ed è anche il collaudo più realistico che avrete.

  • Consegnategli il codice come lo consegnerete davvero: scritto su un cartoncino, non incollato in un messaggio.
  • Chiedetegli di aprire la pagina e di rispondere per sé e per un accompagnatore, con una scelta di menu.
  • Chiedetegli poi di cambiare idea sull'accompagnatore.
  • Guardate quanti passaggi gli servono e dove si ferma, senza aiutarlo.
  • Alla fine controllate voi che cosa è arrivato nell'elenco e nel conteggio.

Quasi tutti i difetti veri si vedono qui: il codice illeggibile sul cartoncino, il modulo che pretende una registrazione, la modifica che genera una seconda riga, la conferma che non lascia all'invitato nessuna ricevuta e quindi lo spinge a scrivere a voi per sapere se è andata. Nessuno di questi quattro compare in un elenco di funzioni, e tutti e quattro vi costano settimane.

Se il collaudo va bene, la scelta è fatta e quello che resta è scrivere i contenuti. Vale la pena provare anche il passaggio successivo, perché è quello che userete di più negli ultimi due mesi: dallo stesso elenco di conferme deve poter nascere la disposizione dei tavoli, senza ricopiare centoventi nomi su un foglio nuovo.

L'elenco delle funzioni è la parte facile, ed è per questo che lo mostrano tutti. La differenza fra due strumenti che elencano le stesse voci sta altrove: se il nome di un invitato esiste una volta sola, se una risposta corretta sovrascrive quella vecchia, e se i tre livelli di visibilità sono davvero tre.

Costruite prima le sei pagine che vengono aperte, verificate l'elenco con una modifica vera, fate provare il percorso a qualcuno che non siete voi. Quello che avanza dopo questo giro è arredamento. Restano poi tre decisioni vicine a questa e trattate altrove: quanto a lungo dovrete pagare per tenere in piedi la pagina, in sito matrimonio senza abbonamento; quali domande mettere nel modulo, in RSVP matrimonio online; e come proteggere la parte riservata, in password o codice invito.

Stai organizzando il matrimonio dei tuoi sogni?

Crea il tuo sito di nozze in pochi minuti — con RSVP, galleria foto e altro.