Come scrivere le promesse di matrimonio: struttura, lunghezza, tempi

Come scrivere le promesse di matrimonio: struttura, lunghezza, tempi

7 min di lettura

Le promesse personali si aggiungono alle parole di legge, non le sostituiscono: nel rito civile l'ufficiale di stato civile legge gli articoli 143, 144 e 147 del codice civile e raccoglie il vostro consenso, e quella parte non si tocca. Intorno funziona una promessa in cinque parti — occasione, un ricordo, che cosa vedete nell'altro, da tre a cinque promesse, una frase di chiusura. Puntate a novanta secondi.

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Quasi tutti hanno paura di scriversi le promesse da soli, e quasi sempre per lo stesso motivo. Vi si chiede di dire in due minuti quello che non avete detto in anni, in una forma che ottanta persone riescano a seguire. Per chi non scrive per mestiere è una consegna insolita.

La notizia utile è che una forma esiste. Non un modello da riempire, ma un'impalcatura che regge mentre ci mettete dentro le vostre frasi. Conoscerla è la differenza fra tre sessioni buone e dodici mediocri.

Che cosa permette la vostra cerimonia

Prima di scrivere qualsiasi cosa, informatevi su che cosa permette la vostra cerimonia, perché cambia più di quanto le coppie si aspettino. Nel rito civile l'ufficiale di stato civile — il sindaco o un suo delegato — legge gli articoli 143, 144 e 147 del codice civile, cioè diritti e doveri dei coniugi, e vi chiede il consenso davanti a due testimoni. Quelle parole sono quelle e non si spostano. Intorno, molti Comuni lasciano spazio a promesse personali, letture e musica, ma non tutti: nelle sale più richieste le celebrazioni sono contingentate e lo spazio in più semplicemente non c'è.

Nel matrimonio concordatario la formula del consenso è quella del rito: si può scegliere fra le formule previste, non inventarne una. Parole vostre restano possibili quasi sempre, ma in un momento a parte — una lettera letta dopo lo scambio degli anelli, per esempio — e vanno concordate prima con il parroco. Una cerimonia simbolica con un celebrante ha invece libertà totale sul testo e nessun effetto civile: la parte legale si fa comunque in Comune, prima o dopo.

Una telefonata all'ufficio di stato civile o al parroco chiude tutta questa faccenda in un giorno, e va fatta prima della prima stesura, non dopo la terza. Chiedete tre cose: se potete parlare, quando esattamente nel corso della cerimonia, e se vogliono leggere il testo prima.

Una promessa che potrebbe fare chiunque non è una promessa. Una promessa che capite solo voi due nemmeno.

Le cinque parti

Quest'ordine regge quasi qualsiasi promessa, di qualunque tono sia.

  1. L'occasione. Una frase o due sul perché siete lì in piedi. Non un riassunto della storia — solo la porta d'ingresso.
  2. Un ricordo. Esattamente uno, preciso, con un luogo e un momento. È il centro di tutto ed è il motivo per cui chi ascolta si sporge in avanti.
  3. Che cosa vedete nell'altro. Due o tre qualità, ognuna dimostrata da una situazione invece che dichiarata.
  4. Le promesse. Da tre a cinque, di cui almeno una piccola e domestica.
  5. La chiusura. Una frase. Non due.

La terza parte è dove quasi tutte le prime stesure diventano vaghe. «Sei la persona più generosa che conosco» è un'affermazione. «Hai aspettato due ore sotto la pioggia a gennaio perché ti avevo detto la stazione sbagliata» è una prova — e dice la stessa cosa, meglio.

La quarta parte merita un avvertimento suo. Una promessa è qualcosa che potreste rompere domani, altrimenti non è una promessa. «Ti amerò per sempre» non si può né mantenere né rompere: è una speranza. «Ti dirò quando qualcosa non mi va, prima che siano passate tre settimane» è una promessa: verificabile, scomoda e quindi degna di essere fatta. Almeno una delle vostre dovrebbe essere abbastanza piccola e domestica da far sorridere la sala, mentre voi due sapete che era detta sul serio.

Le cinque parti — Come scrivere le promesse di matrimonio: struttura, lunghezza, tempi

La lunghezza, contata onestamente

Quasi tutte le prime stesure sono troppo lunghe. Letto ad alta voce, un testo procede per la maggior parte delle persone fra le 130 e le 150 parole al minuto, e parecchio più lentamente quando il contenuto è emotivo e le pause arrivano da sole. Ne esce un calcolo che conviene fare prima e non davanti all'ufficiale di stato civile.

Durata parlataParoleChe effetto fa
sotto i 45 secondifino a 110Suona come una formula, ma è la scelta giusta per chi è molto emozionato.
60-90 secondi150-220È dove sta davvero la maggior parte delle promesse che funzionano.
90-120 secondi220-300Va bene quando c'è un ricordo forte a reggere tutto.
oltre i due minutipiù di 300L'attenzione se ne va; il testo avrebbe bisogno di una struttura che raramente ha.

La prova è poco poetica: leggetelo ad alta voce, in piedi, con un cronometro. Il giorno stesso durerà dal dieci al venti per cento in più.

Un'idea rende il taglio molto più facile: questo testo verrà ascoltato, non letto. Chi legge può tornare indietro su una frase complicata, chi ascolta no. Le lunghe subordinate che sulla carta sembrano eleganti perdono l'equilibrio al microfono, e lo perdono del tutto con un impianto all'aperto. Quindi spezzate in due qualsiasi frase che abbia bisogno di più di una virgola. Il risultato sembra più semplice di quanto sia, ed è esattamente il punto.

Vale lo stesso per le frasi prese in prestito. Una citazione è l'unico punto in cui una sala capisce con certezza che qualcuno ha finito le parole proprie, ed è la prima cosa da togliere quando il testo è troppo lungo.

Le quattro cose da togliere

Quattro cose compaiono in quasi tutte le prime stesure e in quasi nessuna versione finale buona.

Le battute private. Un soprannome che capite solo voi due costa alla sala due secondi di smarrimento. Due soprannomi vi costano la sala. Uno sopravvive se la frase lo spiega di sfuggita.

La cronologia. «Ci siamo conosciuti nel 2019, siamo andati a convivere nel 2021» è un curriculum. Una sola scena di quegli anni dice più di tutte le date messe insieme.

Le scuse preventive. «Non sono bravo con queste cose», oppure «lo sai che dimentico tutto». Il giorno del vostro matrimonio è l'unico in cui nessuna delle due ha diritto di cittadinanza.

I paragoni con chi c'era prima. Anche quelli lusinghieri. Non esiste una formulazione che li salvi.

Un quinto punto riguarda la carta più che la prosa: impaginate la versione definitiva in modo che si possa leggere sotto pressione. Carattere grande, righe corte, una frase per riga, e un segno dove sapete che dovrete fermarvi un attimo. Chi vede il proprio testo in quella forma per la prima volta il giorno stesso perde il segno — puntualmente nel punto in cui la voce ha già cominciato ad andarsene.

Poi fate una seconda copia, non contro la vostra memoria ma contro i vostri vestiti. Gli abiti da sposa senza tasche e le giacche senza taschino interno sono il motivo più frequente per cui una promessa passa la cerimonia in camera d'albergo. Una copia a chi celebra e una a un testimone, e il problema è risolto prima di presentarsi.

Le quattro cose da togliere — Come scrivere le promesse di matrimonio: struttura, lunghezza, tempi

Mettersi d'accordo prima sulle regole

Tre accordi conviene prenderli presto. Una lunghezza più o meno uguale, perché novanta secondi contro quattro minuti si sentono da tutte le sedie. Se scambiarvi le bozze prima o tenerle segrete — funzionano tutte e due, ma decidetelo molto prima della settimana del matrimonio. E se leggere da un foglio o parlare a memoria, e qui potete anche essere diversi. Nessuno in sala ha mai pensato peggio di qualcuno perché teneva un foglietto in mano, e un numero sorprendente di persone ha perso per strada una promessa imparata a memoria.

Il tono è l'unica cosa che non dovete far combaciare: una promessa seria e una divertente stanno benissimo insieme, purché siano tutte e due sincere. Scrivete la versione finale su un cartoncino rigido invece che sul telefono: la carta trema meno visibilmente, non si blocca, e dopo finisce nella scatola con le fotografie e i messaggi che gli invitati vi hanno lasciato su un sito web per il matrimonio.

Cinque parti, un ricordo preciso, da tre a cinque promesse vere, sotto i due minuti. Il passo successivo è quello scomodo: leggerlo ad alta voce, in piedi, con il cronometro che gira.

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