Lancio del riso: si può, conviene, o è meglio cambiarlo?

Lancio del riso: si può, conviene, o è meglio cambiarlo?

7 min di lettura

Il lancio del riso resta l'uscita classica dei matrimoni italiani, ma non è scontato: molte parrocchie e diverse location ammettono solo petali, e in parecchi centri storici un'ordinanza comunale vieta riso e coriandoli sul suolo pubblico. Chiedete prima di comprare qualsiasi cosa.

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Lanciare qualcosa addosso a una coppia che esce è una delle usanze nuziali più antiche sopravvissute, ed è anche quella che più spesso si scontra con una regola scritta da qualcun altro.

Una precisazione utile prima di cominciare, perché genera confusione ogni volta che si legge qualcosa in inglese: i confetti per noi sono le mandorle zuccherate della bomboniera, mentre la carta colorata che si lancia si chiama coriandoli. In inglese «confetti» indica proprio i coriandoli. Sono due cose diverse e in questo articolo si parla dei secondi.

Qui trovate da dove viene l'usanza, cosa permettono davvero parrocchie, Comuni e location, il mito degli uccelli e da dove è arrivato, e le alternative che passano quasi ovunque.

1. Da dove viene l'usanza

Lanciare grano, semi o frutta secca sopra una coppia appena sposata è antichissimo e compare in moltissime culture, e la spiegazione consueta è un augurio di fertilità e abbondanza. Nell'antica Roma si lanciavano cereali, e il grano di un tipo o dell'altro attraversa i racconti di nozze europei per secoli.

Il riso in particolare si è diffuso fra Otto e Novecento, in gran parte perché costava poco, era bianco e si trovava dappertutto. In Italia, dove il riso è una coltura di casa, ha attecchito con particolare facilità ed è diventato la forma standard dell'uscita.

I coriandoli di carta sono nati proprio qui. La parola viene dai semi di coriandolo ricoperti di zucchero che si lanciavano al carnevale — gli stessi che, ingranditi e passati alla mandorla, hanno dato il nome ai confetti — poi sostituiti da palline di gesso e infine, a Milano nell'Ottocento, dai dischetti di carta che tutti conosciamo. La storia che li attribuisce a un allevatore di bachi da seta che riutilizzava gli scarti forati dei fogli si racconta ovunque, ed è verosimile più che documentata.

I petali sono insieme la più antica e la più nuova delle opzioni: si spargevano fiori davanti alle spose molto prima che esistesse la carta, e sono tornati negli ultimi vent'anni perché sono la versione che quasi ogni parrocchia accetta.

Chiedete alla parrocchia e alla location prima di comprare il riso. Quella sola domanda evita quasi ogni problema che questa usanza sa creare.

2. Cosa permettono parrocchia, Comune e location

Le regole variano e non sono quasi mai scritte sul modulo di prenotazione. Chiedete presto, per iscritto, e fate tre domande separate: cosa si può lanciare, dove, e chi pulisce.

MaterialeDi solito ammessoPerché viene limitato
Petali secchiQuasi ovunqueSi decompongono e non serve pulire
RisoSpesso sì, ma non sempreScivola sui gradini e non si toglie dalla ghiaia
Coriandoli di carta biodegradabiliSpesso solo all'apertoI coloranti macchiano la pietra bagnata
Petali freschiSpessoMacchiano e diventano scivolosi con la pioggia
Coriandoli di plastica, brillantini, stelle filantiQuasi maiNon si decompongono e finiscono ovunque
Bolle di saponeDi solito sìPossono segnare certe pietre e scivolano sul pavimento

Le parrocchie aggiungono il loro strato. Molte accettano il lancio sul sagrato ma non sotto il portico né lungo il vialetto, e diverse chiedono soltanto petali. La ragione è la manutenzione: un sagrato lo tiene in ordine un piccolo gruppo di volontari, non un'impresa di pulizie.

Poi c'è il Comune, ed è la parte che sfugge quasi a tutti. In diversi centri storici il regolamento di polizia urbana vieta di gettare riso, coriandoli e simili sul suolo pubblico, con una sanzione a carico di chi lo fa. Non è una regola nazionale e cambia da paese a paese: la domanda va fatta all'ufficio del Comune dove vi sposate, soprattutto se il rito è civile e si esce su una piazza.

Dimore storiche, giardini vincolati e qualunque posto con la ghiaia sono i più severi. Se la location dice di no al lancio in generale, di solito è per la pulizia e non per il gusto, e chiedere se andrebbero bene dei petali in un punto concordato produce spesso un sì.

2. Cosa permettono parrocchia, Comune e location — Lancio del riso: si può, conviene, o è meglio cambiarlo?

3. Il mito degli uccelli

L'idea che il riso crudo si gonfi nello stomaco degli uccelli e li uccida ha circolato molto negli anni Ottanta e Novanta, e viene ancora citata come il motivo per cui il riso sarebbe vietato.

Non regge. Gli uccelli mangiano riso crudo in natura abitualmente, e le risaie sono un'area di alimentazione ben nota per gli uccelli selvatici. Gli ornitologi hanno risposto più volte alla questione senza trovarle alcun fondamento.

Da dove sia partita la storia è meno chiaro. Sembra essersi diffusa attraverso rubriche di giornale e almeno una proposta di regolamento locale negli Stati Uniti, ed è stata ripetuta così tante volte da diventare la spiegazione standard di una regola che esisteva già per altri motivi.

Quegli altri motivi sono reali, e sono la ragione per cui il riso viene comunque rifiutato in molti posti:

  • Sui gradini di pietra scivola davvero, e per una location è un problema di responsabilità civile.
  • È difficilissimo da togliere da ghiaia, erba e caditoie.
  • Se non si raccoglie in fretta attira animali indesiderati.
  • Lanciato con forza fa male, e resta dentro il colletto e nei capelli per il resto della giornata.

Quindi la regola resta in piedi anche se il motivo che di solito le si attribuisce è sbagliato, il che è un buon riassunto di gran parte del folklore nuziale.

Vale la pena essere precisi quando qualcuno vi racconta la storia, perché la correzione è utile e non pedante. Se nella vostra parrocchia il riso non si può, discutere di uccelli non porta da nessuna parte; chiedere se andrebbero bene dei petali secchi in un punto concordato di solito sì.

4. Alternative che passano quasi ovunque

Se il riso è escluso, il momento non deve sparire. Sette opzioni, più o meno in ordine di quanto vengono accettate.

  1. Petali secchi. La sostituzione standard. Delphinium, rosa, ortensia e lavanda si essiccano bene e in fotografia rendono meglio della carta, perché scendono più lentamente.
  2. Bolle di sapone. Costano poco, sono ammesse in quasi tutti i giardini e piacciono ai bambini. Non su pavimenti lucidi al chiuso.
  3. Bacchette con i nastri. Riutilizzabili, silenziose, e funzionano al chiuso dove non funziona nient'altro.
  4. Campanellini. Si suonano invece di lanciare qualcosa, non sporcano niente e piacciono molto alle parrocchie.
  5. Lavanda o erbe aromatiche. Si lanciano, profumano, e servono anche da piccolo ricordo per gli invitati.
  6. Un tunnel di applausi. Non costa niente, è ammesso ovunque e produce fotografie sorprendentemente belle.
  7. Niente. L'uscita funziona benissimo anche senza che voli qualcosa.

Due note pratiche se usate i petali. Calcolate all'incirca una manciata a persona, cioè intorno a un litro di petali secchi ogni venticinque invitati, e metteteli prima in coni, sacchetti o cestini. Distribuire petali sfusi a cento persone richiede dieci minuti che fra la fine della cerimonia e le foto non avete.

4. Alternative che passano quasi ovunque — Lancio del riso: si può, conviene, o è meglio cambiarlo?

5. Gestire il momento

Il lancio dura venti secondi e va storto sempre per le stesse tre ragioni: nessuno sa dove mettersi, gli sposi camminano troppo in fretta e tutti lanciano nello stesso istante.

  • Scegliete il punto in anticipo con il fotografo, possibilmente con la luce dietro agli sposi e uno sfondo pulito. Il portone della chiesa è il posto tradizionale e spesso la luce peggiore della giornata.
  • Mettete gli invitati su due file una di fronte all'altra, con circa due metri di spazio in mezzo. Qualcuno deve farlo, e non devono essere gli sposi.
  • Istruite due persone davanti perché lancino un attimo dopo gli altri, così il fotografo ha un secondo scatto.
  • Camminate piano. Più piano di quanto sembri naturale, e fermatevi a metà.
  • Mettetevi d'accordo su chi pulisce, se c'è da pulire, e se la location o la parrocchia lo mettono in conto.

Affidate la distribuzione a due persone indicate per nome invece di lasciare un cesto vicino alla porta, perché un cesto vicino alla porta a fine giornata è ancora pieno. I testimoni o i ragazzi più grandi lo fanno bene.

Infine, avvisate gli invitati se c'è una limitazione. La gente arriva con il riso comprato per conto suo e con ottime intenzioni, e una riga nelle informazioni che mandate, o sul sito del matrimonio, evita una discussione con il sagrestano esattamente nel momento sbagliato.

Chiedete a parrocchia, Comune e location cosa è ammesso prima di comprare qualsiasi cosa, date per scontato che i petali siano la risposta sicura, e decidete il punto con il fotografo invece che sulla porta. Se il lancio è escluso del tutto, campanellini, bolle o un semplice tunnel di applausi fanno lo stesso lavoro. Qualunque cosa scegliate, scrivetela agli invitati, perché altrimenti il riso lo portano loro.

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